Da New York
Da New York

In occasione delle celebrazioni per il centenario della morte di Giuseppe "Joe" Petrosino, conferenza a Manhattan con il Procuratore Nazionale Antimafia ed altri grandi rappresentanti della lotta contro la criminalità organizzata
Il 15 ottobre un evento molto importante e prestigioso si è tenuto a New York: il centenario della morte di una delle più celebri vittime italo-americane della criminalità organizzata, Giuseppe "Joe" Petrosino, un immigrato italiano agente del New York Police Department, assassinato dalla mafia a Palermo durante una missione di collaborazione con la polizia italiana. Sede dell'evento: il John Jay College of Criminal Justice di Manhattan.
Ospiti ufficiali della conferenza il Procuratore Nazionale Antimafia d'Italia Piero Grasso in visita ufficiale a New York, lo storico Marcello Saìa, il vice capo del New York Police Department George Grasso, capi sezione del NYPD e Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera. Numerose anche alte personalità nel pubblico: il Presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avanti, il Console Generale d'Italia Francesco Maria Talò, capi e magistrati della Corte Suprema dello Stato di New York, il Rettore del John Jay College, esponenti della famiglia Petrosino, vari giornalisti RAI ed I-Italy, funzionari del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti. La conferenza è stata condotta da Gerardo Greco, corrispondente estero della RAI.
L'incontro è andato avanti per circa due ore, con i discorsi degli ospiti interrogati su Petrosino e sulla lotta contro la mafia. Ha aperto la conferenza il discorso del Console Generale d'Italia Francesco Maria Talò.
Ricordo le parole di George Grasso, che ha spiegato come l'Italia e gli Stati Uniti stiano oggi collaborando moltissimo alla lotta contro la criminalità organizzata, in quanto la mafia è ancora molto presente nei territori americani e di New York in particolare, con Little Italy e Brooklyn.
Molto interessante il discorso di Marcello Saìa, che si è concentrato sulla storia di Petrosino, assassinato perchè aveva scoperto, come in seguito Falcone e Borsellino, il cosiddetto "terzo livello" della mafia, ossia il suo collegamento con le istituzioni politiche, e di come la scomparsa dei suoi documenti riguardanti il caso, sia ancora oggi un mistero inspiegato.
Molto professionali le parole del Procuratore Piero Grasso, che ha introdotto le nuove leggi italiane contro la criminalità organizzata, come l'aumento delle pene per i reati di mafia, ed ha ricordato l'aiuto di Don Luigi Ciotti e dell'Associazione Libera sull'argomento.
Ricordo il discorso di Don Ciotti come uno dei più toccanti, con le sue parole di come la mafia è ora un problema nazionale ed internazionale, e non solo del sud Italia come pensa la maggiorparte degli italiani: "Tramite l'educazione tutti i cittadini si possono e devono impegnarsi alla lotta contro le mafie ed al trionfo della giustizia", sono state le parole di Don Ciotti. L'obbiettivo dell'Associazione Libera, da lui fondata e presieduta, è privare tramite leggi i beni appartenenti illegalmente alla mafia, e restituirli alla collettività per scopi sociali, un progetto che fa con gli anni molti progressi, anche in collaborazione con l'Unione Europea.
In seguito agli interventi dei dignitari sono intervenuti gli ospiti, che hanno espresso poche parole su Joe Petrosino e sulla lotta contro la criminalità organizzata.
Alla fine della conferenza l'Associazione ANFE ha consegnato come riconoscimento agli ospiti intervenuti delle coppole, i tradizionali cappelli dei mafiosi, come simbolo di un bene a loro sottratto.