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Gianni Rodari viene a scuola

Scuola d'Italia (May 12, 2009)
Gianni Rodari

Martedì 21 aprile, nel gymnasium della scuola, è stata messa in scena la favola di Gianni Rodiari “La Freccia Azzurra” dalla compagnia. Allo spettacolo hanno assistito medie ed elementari. In seguito all’evento, la redazione del nostro giornalino scolastico ha cortesemente chiesto agli studenti della prima media, in collaborazione con la professoressa di letteratura italiana Gannalisa Klien, di descriverci la loro esperienza. Lo scopo è quello di lanciare gli studenti di qualsiasi anno che futuri scrittori del nostro giornale online. Ecco a voi le considerazioni dei nostri ragazzi.

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Matilde Ferri


“La Freccia Azzurra” è una vecchia storia molto conosciuta da lettori adulti e bambini, scritta da Gianni Rodari, grande scrittore di articoli giornalistici e soprattutto di romanzi e favole.

“La Freccia Azzurra” racconta la storia di giocattoli che sono usciti dalla vetrina del negozio della Befana. Quest’ultima portava doni solo ai bambini ricchi, poichè i loro genitori avrebbero potuto pagarglieli. Un bambino di nome Francesco desiderava un treno, Freccia Azzurra, ma purtroppo era troppo povero e la Befana non volle regalarglielo.
Qui inizia la storia, quando Freccia Azzurra decide di riunire tutti i giocattoli e trasportarli a consegnarsi volontariamente. Ogni giocattolo trovò il bambino che lo desiderava di più, tranne Freccia Azzurra, che trovò la sia casa perfetta, che però non era quella di Francesco, il quale rivevette invece un cane di peluche che si tramutò in un cane vero.
Morale di questa favola è che ogni amicizia è più forte e più importante di qualsiasi giocattolo.
Mi è piaciuta molto la storia, e mi ha colpito molto il modo in cui è stata messa in scena.

 
Gea Bozzi
Martedì 21 aprile, le classi di prima e seconda media sono andate a vedere uno spettacolo nella loro palestra. Esso era basato su un pezzo del libro di Gianni Rodari “La Freccia Azzurra”, perchè è un romanzo abbastanza lungo.
La storia narra della Befana che decide di dare i regali solo ai bambini ricchi, e non a quelli poveri. I giocattoli si ribellano e decidono tutti di andare a bordo di Freccia Azzurra, a casa di tutti i bambini poveri.
Per me lo spettacolo è stato molto bello, ed è stato anche interpretato molto bene. Gli attori hanno messo in rilievo il ruolo dei giocattoli, i quali hanno assunto un’importanza determinante nella storia. Questa esperienza mi è piaciuta molto, e spero che sia piaciuta a tutti quanto è piaciuta a me.

 
Isabella Cuda
Il 21 aprile nella palestra della Scuola D’Italia si è svolto uno spettacolo teatrale intitolato “La Freccia Azzurra”, uno dei bellissimi romanzi per ragazzi, scritto da uno dei più famosi scrittori italiani, Gianni Rodari.
La vicenda si svolge la vigilia dell’Epifania. La Befana, una vecchia donna burbera ma buona, portava i regali solo ai bambini più ricchi, affichè le mamme potessero darle dei soldi anche per altri regali. Ma a quei tempi c’era la guerra, e molte persone erano povere.
Francesco era un bravo bambino, ma non aveva abbastanza soldi, e rischiava di rimanere senza il giocattolo che lui tanto desiderava, il trenino Freccia Azzurra. I giocattoli si ribellarono, e decisero che quell’anno i regali dovevano andare solo ai più bisognosi.
Così ogni giocattolo se ne andò da ogni bambimo, e Freccia Azzurra, invece di andare da Francesco, andò da un altro bambino che amava i treni. A Francesco rimase un cane di pezza chiamato “Spicciola”. Quando quest’ultimo arrivò da Francesco, diventò un cane vero. I due diventarono inseparabili. Non c’era altro che poteva rendere Francesco più felice perchè l’amicizia vale più di qualunque giocattolo.
Secondo me questo spettacolo è stato molto istruttivo e la morale mi è piaciuta tantissimo. Siccome eravamo nella nostra palestra, la scenografia non è stata eccezionale: ho notato che le luci erano sempre puntate sui giocattoli e non sugli attori, perchè la storia parlava per lo più del viaggio dei giocattoli. Infatti di personaggi vero c’erano solo la Befana e Francesco.
Una delle scene che mi è piaciuta di più è stata quella quando la Befana è andata sulla sua scopa. Le attrici sono state molto brave, anche se erano solo in due. Questo spettacolo è stato anche molto divertente.

 
Mia Edelson
Il 21 aprile, al teatro della Scuola D’Italia G. Marconi a New York, la prima media ha visto uno spettacolo teatrale su “La Freccia Azzurra” di Gianni Rodari.
“La Freccia Azzurra” parla della Befana, che non riesce a dare i regali ai bambini poveri. Un giorno arriva un bambino che si chiama Francesco, che chiede alla Befana se può avere un trenino (Freccia Azzurra), ma la Befana risponde di no. Allora i giocattoli, in una sera fredda e invernale vanno a regalare tutti i giocattoli ai bambini poveri. Le bambole vengono date ad una bambina molto biricchina, l’indiano a un bambino che possedeva due tente per gli indiani, l’aereo a uno che aveva la passione di volare e il trenino a uno che viveva nella stazione ferroviaria.
Alla fine Francesco diventa l’assistente della Befana e tutti vissero felici e contenti. È stato uno spettacolo motlo bello e divertente.

 
Teodoro Fabri
Martedì 21 aprile la 1a e la 2a meddia della Scuola D’Italia Guglielmo Marconi hanno assistito allo spettacolo “La Freccia Azzurra”. Il libro “La Freccia Azzurra” è stato scritto da Gianni Rodari nel 1964. Lo spettacolo è stato diretto da Catia Pongiluppi. Le due attrici, Emanuela Camozzi e Monica Ceccardi, hanno animato da sole tutto lo spettacolo.
Dopo l’evento ed un caloroso applauso, le attrici sono uscite ed hanno risposto ad alcune domande poste dagli studenti. Anche se per una settimana le lezioni di ginnastica sono state sospese, lo spettacolo è stato gradito dagli studenti delle Medie e delle Elementari che hanno avuto la possibilità di vederlo dal 21 al 23 aprile.
Il titolo “La Freccia Azzurra” è stato ispirato da un treno-giocattolo che viveva, con altri giocattoli, nel negozio della Befana. La storia si svolge intorno a Francesco, un bambino che desidera tanto il trenino, ma non può ricevere doni perchè è povero, e non se lo può permettere. Nel mezzo della storia i giocattoli decidono di andare a dare i doni ai bambini poveri. Arrivati a casa di Francesco, scoprono che lui è stato rapito, ma la storia prosegue senza spiegare questo avvenimento misterioso. A poco a poco tutti i giocattoli trovano una casa, meno Freccia Azzurra, che verso la fine della storia deve decidere se andare a vivere con Francesco o con un altro bambino povero, Roberto. Alla fine, Freccia Azzurra decide di andare da Roberto, e Francesco riappare subito con il cane della Befana, Spicciola, tutto contento.
Non avenvo letto il testo originale di Rodari, non posso criticare la storia stessa. Secondo me lo spettacolo è stato carino, ma non si capiva bene chi fosse il personaggio più importante. Mi chiedo se la rappresentazione sarebbe stata più chiara se ci fossero state più di due attrici e se avessero messo più scene con Freccia Azzurra, per sottolineare l’importanza del personaggio. Comunque, a parte questi particolari, vorrei ringraziare e congratulare la regista e le attrici per uno spettacolo insolito e molto gradito.

 
Alex Gaggi
“La Freccia Azzurra” è stato uno spettacolo che a me è piaciuto molto per vari motivi. Un motivo è che la storia è fatta bene e i giocattoli protagonisti hanno tutti caratteri diversi.
Il mio personaggio preferito è stato il generale tedesco, che mi ha fatto piegare dal ridere.Penso che le due attrici siano state molto brave e che tutti gli altri giocattoli siano apparsi molto carini.
È stato uno spettacolo molto, molto bello e divertente, ed io penso che Gianni Rodari abbia creato una bellissima storia.

 

Editato da Elio di Muccio