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Il giorno dell’arrivo dei ragazzi, abbiamo avuto grande eccitazione da parte loro per tutto ció che li aspettava. Ci eravamo preparati alla grande per farli divertire al massimo delle nostre possibilitá. Eravamo pronti a tutto. O quasi. ...
L’unica cosa per la quale non eravamo preparati (mentalmente e fisicamente) era un loro ritardo. Il piano era di riceverli in tarda serata e di cenare insieme per condividere le prime impressioni e conoscersi un po’.
Ovviamente, nulla va mai secondo un piano. Siamo riusciti a individuarli soltanto 2 ore e mezza dopo l’orario prestabilito. Quella sera, stremati e intontiti dal viaggio, sono riusciti soltanto a dirci i loro nomi. Il giorno dopo, i ragazzi, contenti di essere finalmente qui, ci hanno potuto raccontare le loro storie.
A scuola, noi “americani” abbiamo avuto una breve presentazione del liceo Farnesina, la quale ci é servita molto per capire come la loro realtà sia completamente diversa da quella nostra qui a New York.
Era quasi inconcepibile per loro comprendere le minuscole dimensioni della nostra scuola. Per le sue dimensioni, il nostro liceo é come una delle loro classi. Era come paragonare un coniglio ad un topo. Entrambi roditori, ma completamente diversi. Ma come sappiamo, un topo può anche far scappare, e quindi sconfiggere, un uomo o un elefante.
La nostra scuola ha grande potenziale, e questo scambio fa parte del progetto di visibilità e di arricchimento adottata dalla nostra preside, Anna Fiore. Dopo una mattinata di studio a scuola, abbiamo accompagnato i ragazzi ad un incontro con il Console Generale D’Italia a New York, Min. Francesco Maria Talò. Dopo aver assistito ad un discorsi del console e dell'Ambasciatore Giovanni Castellaneta, il consolato ci ha offerto un lauto pranzo. Poi siamo andati all'Istituto di Cultura a vedere una mostra del Guercino con il direttore Renato Miracco e più tardi insieme ai ragazzi ci siamo dati allo shopping scatenato per Times Square.
La sera, siamo andati all' "Italian Heritage Night" del Madison Square Garden, in occasione della presenza di due cestisti italiani nelle squadre in campo: Knicks e Raptors. I ragazzi non concepivano, in mia opinione, la grandezza di quell'evento per la comunita' italiana; per la prima volta nella storia dell'NBA, si dedicava una serata all'Italia.
La partita è piaciuta molto ad appassionati e non, e con il piacere di aspettare una settimana di piacere e di godimento di una delle citta' piu' belle al mondo.