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Il Pasticciotto ad Obama nella Grande Mela. Storia di un dolce glocal

Elio Antonio Di Muccio (March 23, 2009)
Io e il mio amico Angelo Russo proviamo il pasticciotto al Consolato

Il pasticciere Mastro Angelo Berardi ha portato il suo "Pasticciotto ad Obama" dal Salento a New York, sperando che un giorno potrà presentarlo al Presidente degli USA. L'ho incontrato al Consolato e ho deciso di intervistarlo...questa è la sua storia, sua e della sua buonissima creazione

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Per chi non la conosce già, quella del “pasticciotto a Obama” e dei suoi ideatori è una storia tutta da raccontare. Questa è una storia glocale, artigianale e che narra la genialità e la passione di chi ne è coinvolto, ma soprattutto è una storia tutta italiana che sembra echeggiare una favola.

Nasce tutto nell’ottobre dello scorso anno a Campi Salentina, un comune del leccese, che è alla ribalta delle cronache proprio grazie al contributo di uno dei suoi pasticcieri, Mastro Angelo Bisconti, e dei suoi assistenti Andrea Maci e Federica Schiavone, ideatori dell’iniziativa: prendendo spunto dal pasticciotto leccese, tipico prodotto artiginale alla crema, i tre pasticcieri hanno sperimentato e lavorato con successo per creare una ricetta perfetta per un pasticciotto alternativo al cacao. Tutto ciò in piena campagna elettorale statunitense.

È con una battuta, ci spiega Mastro Angelo durante il nostro incontro al Consolato Generale d’Italia di New York, che è maturata l’idea di dedicare il dolce al presidente degli Stati Uniti Barack Obama: “scherzando, dicemmo che Barack Obama era buono come il nostro pasticciotto.”
E con una battuta è incominciata la frenetica avventura dei pasticcieri di Campi. Mastro Angelo ha accuratamente descritto quella che per lui e i suoi compagni di viaggio è diventata ormai una missione: far arrivare il pasticciotto a Obama in persona; ha inoltre tenuto a precisare che la loro non è affatto una missione politica, e che è il
I pasticciotti al Consolato. Foto di gruppo con il Console Generale Francesco Maria Talò, i pasticcieri Mastro Angelo Bisconti ed Andra Maci ed alcuni membri della redazione di i-Italy
gusto e la bontà del pasticcino che lo lega a Obama, e non il suo colore. Ma questa storia non finisce mai di stupirci, perchè il pasticciotto continua ancora ad acquisire importanza e significato.
Durante il nostro incontro, Mastro Angelo ci ha raccontato la sua vita, dicendo di essere nativo di Monteroni di Lecce, e di essersi trasferito a Campi solo nel 1994, dove ha stabilito la sua famiglia e la sua pasticceria-rosticceria “Chèri”. Ci racconta di essere stato accolto calorosamente dalla cittadinanza di Campi: “portare il pasticciotto originario e tipico di Campi oltre i confini del paese è stato il mio modo di ringraziarlo per tutto l’affetto che ha donato a me e alla mia famiglia in questi anni.” E infatti il dolce è stato accolto benissimo prima a Campi, poi a Lecce; il suo successo ha comportato la nascita di un marchio registrato e l’assegnazione della cittadinanza onoraria di Campi Salentina. Purtroppo, come ci spiega Mastro Angelo, il pasticciotto è stato già copiato da alcuni pasticcieri della zona, ma fortunatamente il marchio protegge la sua provenienza artigianale da Campi.
Ed è cosi che il pasticciotto è arrivato anche a New York. I pasticcieri di Campi sono stati ospitati dal ristorante “Brio” per farlo degustare agli americani. Il risultato è stato entusiasmante; il pasticcino è talmente buono che è stato apprezzato dai newyorkesi, e molto probabilmente anche da quelli che sono repubblicani. E’ stato un successo anche l’incontro con il Console Min. Francesco Maria Talò, che ha apprezzato il dolce e ha invitato i pasticcieri a tornare a NYC in occasione della festa della Republica; l’invito è stato accettato da Mastro Angelo, che ci ha detto successivamente di esser disposto a tornare in America in qualsiasi momento per seguire la sua creazione nella sua storia.
A New York inoltre i pasticcieri hanno conosciuto alcuni fra i più importanti chef, lavorato nell’ambiente culinario newyorkese e hanno persino ricevuto alcune proposte di lavoro, ma il loro attaccamento alla terra d’origine li ha tenuti stretti all’Italia. E poi, come ogni altra iniziativa, il pasticciotto è arrivato anche su facebook, con un gruppo chiamato “Chi ha assaggiato o vorrebbe assaggiare il pasticciotto Obama!”.
Sapendo che nel leccese sono molto comuni le sagre, abbiamo chiesto agli ideatori se il pasticciotto Obama sarà presente in una di queste, ma l’assistente di Mastro Angelo, Andrea Maci ci ha risposto che “la vera sagra è scomparsa. Prima venivano finanziate con le donazioni e venivano organizzate per celebrare un prodotto, mentre oggi ci sono solo interessi economici: si mettono persino d’accordo sui prezzi”; per questo, ci spiega Mastro Angelo, il pasticciotto non participerà mai ad una sagra, dato che il loro “non è uno scopo economico, nè di fama, nè politico. Noi vogliamo solo un prodotto artigianale, fatto a mano con ingredienti italiani, ed è per questo motivo che qui a New York lo abbiamo preparato in un ristorante, e non in fabbriche e in grandi quantità.”
Infine, Mastro Angelo ha concluso dicendo che “i miei colleghi non hanno inteso il potenziale che ha un prodotto artigianale italiano all’estero. Qui in America sono stati portati la pizza, i cannoli, ma un prodotto tipico del Salento come il pasticciotto ancora no, perchè non hanno alcun interesse a fare qualcosa di grande e di memorabile per il loro paese; rimangono legati al reddito delle loro pasticcierie. Io ho voluto portare Campi fuori dai suoi confini, ed ora persino oltreoceano. Ho voluto far conoscere il mio paese attraverso un suo prodotto tipico, unico ed originale. Il pasticciotto Obama e’ di Campi, e i suoi cittadini difendono con orgoglio la sua origine.”